GLI SCACCHI VINCIPERDI
di Stefano Vinciperdi
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PROLOGO: Vinciperdi, Suicide, Givaway Chess, Rauberschach, Fresschach, Qui perd gagne, Ganapierde... sono i vari nomi della variante scacchistica il cui scopo consiste appunto nel perdere la partita. Vi sono delle regole precise benché anche queste possano variare a seconda dei gusti. Si parte naturalmente dalle regole degli scacchi. A queste si toglie la regola dello scacco, quindi anche quella del matto e per finire l'arrocco è soppresso. Tolte queste regole se ne aggiungono delle altre: come nella dama la cattura è obbligatoria ed anche il re potrà essere catturato come gli altri pezzi. Avendo egli perso le sue prerogative reali e dinastiche un semplice pedone potra essere promosso re quando questo sia ritenuto necessario. A questo punto la vittoria andrà allo sconfitto, cioé colui che rimarrà privo di pezzi. Vi é però un ultima sottigliezza da dirimere: la patta. Nell'accezione filosoficamente più coerente, come affermato con chiarezza dal Liardet, colui che non può più muovere, sia perché privo di pezzi sia perché in posizione di stallo, sarà dichiarato perdente e quindi vincerà la partita. Sembra che un giorno un emulo di Fermat affermò di aver dimostrato con epsilon e delta che queste regole portavano alla vittoria certa del nero, il che è difficile da credere e io appunto non ci credo. Vi è chi però spaventato è corso ai ripari, decretando che la patta fosse patta. Nel nostro paese questa variante della variante era un tempo la più giocata, almeno fin quando fioriva l'Accademia Italiana degli Scacchi Eterodossi, la cui dimora sembra ormai piuttosto impolverata. |
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PER COMINCIARE: Una volta apprese le regole e decise le varianti, possibilmente prima di cominciare, ci si può cimentare nel gioco. Il primo consiglio per il debuttante è di imparare in fretta a non prenderle troppo presto. Con presto intendo presto, e cioé la prima mossa, che in molti casi è fatale. Mosse classiche degli scacchi arcaici come 1.e4 o 1.d4 si rivelano delle trappole mortali che portano alla forzata cattura di tutti i pezzi e alla conseguente sconfitta. Quindi per imparare a giocare bisogna innanzitutto saper ben cominciare e l'inizio migliore è considerato universalmente 1.e3. Più tranquille ma anche meno promettenti abbiamo 1.b3 e 1.g3, con 1.b4 e 1.g4 simili ma un poco peggiori. Infine i giovani rampanti giocano forse 1.c4. Da evitare quasi tutte le altre mosse, soprattuto 1.d3, ma anche 1.h4, 1.a4 o1. f4. Quindi una volta apprese queste cose potremo giocare con il bianco senza perdere alla prima mossa. Ma che fare con il nero? Ovviamente anche il nero può facilmente perdere alla prima mossa, rispondendo ..e6 dopo 1.g3 o ..d6 su 1.e3 e in molti altri modi. Quel che rimane contro 1.e3 è poca cosa ed in particolare:
Cosa rispondere a 1. g3 o 1. b3 (che potremmo definire l'apertura di fianchetto)?
Infine che fare contro 1. c4 ?(il punto unterrogativo non riguarda la mossa ma la domanda!) forse b5 oppure e6 o anche c5...non ne so molto di questa apertura. La cosa migliore é studiare i sacri testi e farsi una cultura visto che le poche righe che ho speso sull'argomento possono solo allontanare la sconfitta dalle prime due mosse, con la probabile disfatta alla terza mossa. |
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PER FINIRE
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PARTITE COMMENTATE ED ILLUSTRATE Riporto qui alcune partite da me giocate, commentate ed illustrate. I commenti valgono quello che valgono e cioé poco non essendo io un fine analista, ma almeno illustrano alcuni temi di gioco. Notate anche che molto spesso la sconfitta, in una situazione di sostanziale equilibrio, compare improvvisamente a seguito di un passo falso irrimediabile. L'altra particolaritàdi queste partite é che sono state giocate con giocatori sostanzialmente più forti di me e quindi dimostrano che chiunque può perdere a questo gioco. Infine i commenti sono in inglese. Perche'? Non saprei, li ho scritti cosi'.
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BIBLIOGRAFIA RAGIONATA
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