Elettroni e fononi nel diboruro di
magnesio
A fine 2000 un gruppo giapponese [J.
Nagamatsu, N. Nakagawa, T.
Muranaka,
Y. Zenitani, J. Akimitsu, Nature 410, 63
(2001)] ha scoperto che un
composto di uso comune (si vendeva in barattoli in farmacia), il
diboruro di magnesio, presentava una transizione superconduttiva a
T=40K,
una temperatura certamente bassa, ma molto piú alta di quella di
tutti i superconduttori convenzionali fino a quel momento noti. Nel
giro di pochi mesi numerosi gruppi teorici, calcolando "da primi
principi" le bande di energia degli elettroni e la dispersione dei
fononi in questo materiale semplice, la cui struttura
cristallina
è simile a quella di fogli di grafite (fatti però di
atomi di boro anziché di carbonio) intercalati da atomi di
magnesio, hanno identificato la natura dell'interazione
elettrone-fonone all'origine della transizione superconduttiva: si
tratta di un fonone ottico, a q=0 e dintorni, e delle bande
elettroniche sigma che tagliano l'energia di Fermi. Trovate qui uno dei
primi calcoli per gli elettroni
(bande, Pickett 2001),
la corrispondente superficie di Fermi
(Kortus et
al. 2001) che come vedete
è molto diversa da una sfera, ed
è composta da diversi fogli provenienti da diverse bande) e i fononi (Andersen et
al. 2001),
nei quali ho evidenziato in rosso i fononi e le bande rilevanti per la
transizione superconduttiva. Il modo in cui gli atomi vibrano in nei
due modi ottici rilevanti a q=0 (che lí sono degeneri,
cioè con la stessa frequenza ed energia) sono mostrati anche in
queste due animazioni (1, 2). Per quel che finora sapete queste
immagini servono soprattutto a capire quale aspetto abbiano le bande di
energia degli elettroni, la superficie di Fermi e i fononi in un solido
reale (sapete riconoscere qualsi sono quelli acustici nella figura in
cui sono mostrate le curve di dispersione?), e anche a rendervi conto
che, una volta capito questo, siete in grado già di avvicinarvi
a una delle frontiere della ricerca contemporanea in fisica dei solidi.
Se v'interessa approfondire potete guardarvi il seminario
fatto da me su questo argomento all'Institute for Theoretical Physics a
Santa Barbara, California, nell'agosto 2002, dove troverete altre
spiegazioni e soprattutto riferimenti utili.